Comer Industries con prezzo obiettivo di 34 euro, ridotto però del 3% rispetto al precedente in scia all’incorporazione delle nuove stime dei mercati di riferimento dei principali clienti/produttori OEM, Eni con target price di 17 euro (outlook 2025 lievemente migliore delle attese), Ferretti con obiettivo di 3,50 euro (oggi i risultati preliminari del 2024), Nexi con fair value di 9 euro (risultati trimestrali in linea con le attese, così come la guidance per l’esercizio in corso) e Telecom Italia con target di 0,36 euro (verso il rinvio dell’assemblea a giugno).
Azimut con obiettivo di 28,10 euro (ha aumentato la propria quota in Kennedy Capital Management, Eni con fair value di 18 euro, Generalfinance con target di 13,80 euro (accordo strategico con Sace), Icop con obiettivo di 12,50 euro, alzato dai precedenti 10 euro dopo l’acquisizione di Atlantic Geoconstruction Holdings, Italgas con fair value di 6,30 euro (emesse due nuove tranche di un bond a tasso fisso per complessi un mld di euro), Nexi con obiettivo di 8 euro in scia ai risultati del 2024, Telecom Italia con target di 0,33 euro e Zignago Vetro con obiettivo di 13,70 euro (approvato come Remedy Taker nell’ambito dell’acquisizione di Bormioli Pharma da parte di Gerresheimer).
Giudizio accumulate inoltre per Hera con target di 3,80 euro (accordo vincolante per l’acquisizione di Ambiente Energia) e Prysmian con obiettivo di 70 euro dopo i risultati del 2024.
Eni con obiettivo di 17,50 euro e Prysmian con target di 74 euro in scia ai risultati del 2024.
Azimut con fair value di 30 euro in vista dei risultati del 2024 che saranno diffusi il 6 marzo.
Prysmian con obiettivo di 80 euro.
Txt e-Solutions con target di 45 euro, alzato dai precedenti 34,70 euro (l’ad ha confermato prospettive promettenti per il 2025 alla luce di un solido portafoglio ordini e di un posizionamento di mercato rafforzato).